Il suono delle parole che non adoperiamo più
NOVITÀ IN CATALOGO
Nella nostra continua ricerca di libri che pongano particolare attenzione al suono delle parole, alla loro bellezza, al potere evocativo e alla capacità che hanno di generare idee, storie e così tenere vicine le persone, inciampiamo in questo nuovo albo illustrato di Arianna Papini.
Desueto l’alfabeto, edito da Rrose Sélavy, con un’introduzione di Paola Pallottino pioniera degli studi sull’illustrazione, ci racconta 26 parole della lingua italiana che non adoperiamo più tanto. 26 parole desuete appunto. Parole lasciate in disparte, fino a divenire, nel nostro presente, poco comuni.
Chi nomina chi
Se è vero che Nomina sunt consequentuia rerum, forse l’originale “alfabestiario” quadrilingue: “Desueto l’alfabeto“, concepito e stupendamente illustrato da Arianna Papini, meriterebbe la ricerca di possibili antenati.
Dall’introduzione di Paola Pallottino

Arianna Papini trasforma ogni parola – una per ogni lettera dell’alfabeto – in un animale che lei inventa e poi ridisegna magistralmente nel suo inconfondibile stile, così che possa rimanere ben impressa nella testa e anche negli occhi. Ogni vocabolo è tradotto in cinque lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo.
Quel che viene fuori è un alfabetiere davvero originale, anzi un alfabestiario con animali fantastici e unici, che non troveremo da nessun altra parte, che esistono solo qui. Nelle ultime pagine, l’indice di tutte le parole presenti in questo libro, con le loro traduzioni.

Il suono della parole
Il suono di queste parole poco note, si fonde al colore e al segno delicato dei pastelli dell’illustratrice. Questi elementi, insieme, caricano di significato vocaboli che per lo più, specie se a leggerli sono i bambini, potrebbe essere sembrare sconosciuti, sbagliati, frutto della fantasia.

Perché lavorare con le parole
Porre attenzione al suono delle parole significa considerarne la vera essenza, la forma, il sapore, la suggestione che ogni vocabolo trasmette. Significa restituire dignità alla nostra lingua e percepirla come viva, in movimento, in continua trasformazione. Anche, o soprattutto, quando ci rivolgiamo ai più piccoli. Vuol dire, inoltre, offrire ai bambini, non solo a quelli italiani – e a chi arriva da lontano, a chi legge o parla così così, a chi ha modalità e tempi diversi di apprendimento, e più in generale a chiunque abbia voglia di avventurasi in questo mondo – uno strumento interessante per conoscere l’alfabeto (nella sua accezione simbolica) e far amicizia con la lingua, anzi con le lingue.
Libri come questo, che trattano e raccontano le parole come fossero creature o personaggi di una storia, sono – proprio come i “Silent book” – il luogo dal quale partire per creare narrazioni più complesse e articolate, per capire cos’è lo scheletro di un racconto, per inventare laboratori sul suono, sul segno, sul colore, sulla scrittura creativa, sul bilinguismo e il plurilinguismo, o su tutte queste cose insieme.
Desueto l’alfabeto ci facilità il compito, e ci offre numerosi spunti per attività laboratoriali e letture animate.

Non leggete questo libro
Le parole desuete divengono dunque detentrici di uno sguardo ampio che, facendo leva sull’immagine, può riagganciarci al suono e al potere della lingua madre e non più matrigna. […]
Ho desiderato tanto poter redigere un alfabeto senza confini capace di dialogare con quelle meravigliose classi dalle mille etnie che ci rendono possibile il viaggio restando fermi. Da sempre ogni parola che ascolto, che utilizzo, che non comprendo, dà luogo a personaggi fantastici. Ho pensato che lavorando così, seguendo questa giocosa sequenza, altre persone potessero chiamare le mie strane creature diversamente, dando loro definizioni sorprendenti, capaci di ampliare la personalità. Ho immaginato laboratori musicali, trasformazione di oggetti, creazione di personaggi da nuove parole e viceversa. […]
Desueto l’alfabeto è una delle Novità in catalogo della nostra Biblioteca dei Ragazzi e a breve sarà regolarmente ammesso al prestito insieme a molti altri titoli della stessa autrice.

Non leggete dunque questo libro. Accompagnatelo e fatevi accompagnare alla scoperta dell’animalario fantastico che scalpita dentro di voi e aspetta solo un pretesto per venire allo scoperto.
Arianna Papini
