È tempo di maschere, di colori, di risate. È Carnevale, quel momento dell’anno, in cui tutto è permesso: non solo mettersi un vestito colorato o indossare una maschera, per essere re, draghi o pirati. Il Carnevale è anche il momento in cui ci si permette di essere un po’ diversi, di fare un passo fuori dal solito posto. Di dire ad alta voce un desiderio, che normalmente resta nascosto. È un modo di guardare il mondo un po’ sottosopra. Proprio come succede tra le pagine di questo libro che, ogni volta che lo sfoglio, mi lascia addosso un profumo di libertà, di meraviglia, di desideri da realizzare.
Tra gli scaffali
E in biblioteca, il Carnevale lo sentiamo ancor prima che arrivi. Tra coriandoli e stelle filanti, sui nostri scaffali trova spazio Il Circo dei Desideri di Sabina Colloredo, illustrato da Daniela Iride Murgia. Esce nella collana Che avventura! di Carthusia, una collana che già dal nome dichiara la sua intenzione. Non ci sono eroi, non ci sono grandi imprese. Racconta sì l’avventura, ma sceglie storie in cui l’avventura è soprattutto interiore. Ci sono bambini che crescono, sognano, inseguono la vita, imparano. E questo è un testo che parla di libertà, di coraggio e della voglia di toccare il cielo.
Il circo come il Carnevale

Il circo, in questa storia, arriva come arriva il Carnevale: porta colori, attesa, movimento. Ma soprattutto porta la possibilità di cambiare qualcosa, anche solo per un momento. È uno di quei libri, che risponde davvero a questa allegra ricorrenza, a questa festa strana, che fa venire proprio
il desiderio di divertirsi che c’è in adulti e bambini.
Frase che dice molto del progetto editoriale. In questo testo non si parla solo ai piccoli. Si parla anche a chi legge con loro. Il circo diventa un luogo condiviso, dove grandi e bambini riconoscono lo stesso bisogno: quello di mettersi in gioco, di provare, di salire un po’ più in alto. Ed è proprio da qui che questo libro prende il volo.
Stella: una protagonista scelta con cura
Tutto inizia con una sorpresa:
Nascosta in un barile di olive
appare lei.
Una bimbetta secca dal naso lungo e gli occhi vispi. Niente di speciale, insomma.
Stella, la protagonista, è una bambina qualunque, una in cui riconoscersi. Ma il Carnevale ci insegna proprio questo. Sotto una maschera o un vestito semplice, può nascondersi un prodigio. Stella non sembra speciale, ma lo è.
Una voce narrante che guida
La voce narrante è uno degli elementi più forti del libro. È una voce intima, affettuosa, direi. È la voce di chi ha vissuto e ricorda:
Niente di ciò che ho visto e conosciuto, ha lasciato un segno nella mia vita come lei. La mia Stella.
Stella, il circo e il desiderio di arrivare in alto

Sotto il tendone succede una magia: Stella trova il coraggio di guardare il suo desiderio e di avvicinarsi. Quando incontra la grande signora del circo, Stella non chiede una cosa qualunque. Chiede:
Allora, secondo te, grande signora del circo, posso fare la funambola?
E alla domanda che segue:
E perché vorresti fare la funambola?
Stella dà la risposta più bella, quella che vale tutto il libro:
Per raggiungere le stelle.
Quindi, non per diventare famosa, né per essere applaudita. Ma per arrivare più su, per toccare il cielo.
Un desiderio che cresce, palo dopo palo
Da quel momento Stella inizia a salire.
Mi chiedeva di aumentare ogni giorno l’altezza dei pali.
E sulla fune fa cose per lei normalissime, come fanno i bambini quando sono a casa, quando si sentono al sicuro:
Sulla fune Stella mangiava, dormiva e accarezzava le nuvole.
Diventava quasi invisibile agli occhi dei grandi, perché
Stella sembrava una creatura del cielo. Forse perché nel cielo viveva.
E in bilico, danzando nel buio, succede qualcosa di magico:
Sulla fronte le era spuntata una stellina luminosa! Era minuscola come lei e palpitava al ritmo dei suoi passi.
Quando il circo diventa cielo
È qui che il circo diventa cielo. Ed è qui che il circo diventa Carnevale: un luogo dove per un po’ tutto è possibile, dove si può vivere sospesi, senza cadere.

Fece aggiungere altri due pali e poi altri due ancora, fino a che diventò solo un puntino luminoso sopra le nostre teste.
Stella ormai faceva parte del cielo.
È andata dove vanno i desideri quando crescono troppo per restare a terra.
Un finale aperto
Ecco, la storia di Stella la funambola finisce qui.
E io capisco che adesso brontolerete, perché vorreste sapere che fine ha fatto Stella.
Ma io non so rispondervi.
Qui Sabina Colloredo fa una scelta precisa e coraggiosa. Sceglie di non chiudere.
È dunque un finale che lascia il lettore senza risposte, soprattutto il lettore bambino. Ma è proprio lì la grandezza del libro.
La voce narrante si rivolge direttamente a chi legge, quasi fosse davanti a noi. Riconosce il nostro desiderio di sapere, ma si ferma.
Ed è proprio qui che questo libro mi conquista ogni volta. Si tratta di un tipo di chiusura piuttosto rara nei libri per l’infanzia, e per questo preziosa. Una chiusura che lascia spazio all’immaginazione, al pensiero, alla domanda. Il Circo dei Desideri non accompagna il bambino fino alla fine. Lo accompagna fino al punto in cui può andare da solo.
E allora il libro finisce, sì, ma solo sulla carta.
Nella testa di chi legge continua.
Il Circo dei Desideri non può fermarsi mai.
Lo spettacolo continua.
L’eccellenza di Carthusia
La casa editrice Carthusia ha fatto un lavoro mirabile: ha creato un libro che è come un tendone colorato che si apre davanti ai nostri occhi.
Dal punto di vista editoriale, la prima cosa che emerge è la scelta del formato. Carthusia opta spesso per albi di grandi dimensioni. Questo non serve solo a far vedere meglio i disegni, ma serve a dare solennità alla storia. Tenere tra le mani un libro così grande ‘obbliga’ il bambino a sedersi bene, a rallentare, ad entrare in un altro mondo. La scrittura di Sabina Colloredo ha la stessa delicatezza: parole essenziali, precise, che lasciano spazio ai bambini per immaginare e sentire davvero la storia. Storia, che è in perfetta sintonia con le illustrazioni di Daniela Iride Murgia, che dialogano e accompagnano la scrittura rendendo il racconto ancora più vivo. Sono così piene di dettagli che sembra di poter toccare con mano il tessuto dei vestiti da circo. Insieme, testo e immagini creano un piccolo miracolo di equilibrio, come quello di Stella, che danza sulla fune sospesa nel cielo.
Sabina Colloredo, una voce che manca
L’autrice, purtroppo, ci ha lasciato nel 2024. È stata una perdita profonda per chi ama le storie belle e la buona editoria per l’infanzia. I suoi testi sanno parlare ai bambini come pochi, non usano parole pesanti o frasi lunghe e ingarbugliate. La scrittura è pulita e leggera. È tale che, appena leggi una parola, ti si apre un disegno negli occhi, come il tendone del circo, il barile delle olive o il cielo pieno di stelle, lasciando sempre uno spazio bianco tra le righe affinché il bambino possa riempirlo con la propria fantasia. Di Sabina Colloredo resta la capacità rara di scrivere storie che continuano anche dopo l’ultima pagina, proprio come un circo che non smonta mai del tutto oppure come coriandoli di Carnevale, infilati nelle tasche, che spuntano quando meno te lo aspetti.
Un libro prezioso in Biblioteca
Albo illustrato di altissimo pregio, che trasforma una bambina “comune” in un’acrobata, dove la scrittura di Sabina Colloredo e la cura editoriale di Carthusia si fondono in un salto mortale perfetto.
Se volete provare a salire sulla fune anche voi, passate in Biblioteca dei Ragazzi: Il Circo dei Desideri vi sta aspettando, per farvi indossare il costume più bello: quello che vi permetterà di essere liberi, leggeri e luminosi, come la stellina sulla fronte di Stella.

