Quest’anno la nostra Biblioteca è partner attiva di “EQUA – Parole e diritti”, la rassegna culturale promossa dal Comune di Foggia, dedicata ai temi della parità, del rispetto e del superamento di ogni forma di discriminazione. Quando mi è stato proposto di consigliare una lettura per i piccoli utenti, adatta a questa occasione, la scelta per me è stata naturale e quasi immediata: Nina, di Alice Brière-Haquet e Bruno Liance, edito da Curci Young. È un albo illustrato che affronta temi importanti, in modo molto semplice e comprensibile anche per i più piccoli. E lo fa attraverso una bambina, una mamma e un pianoforte.
C’era una volta Nina
È sera. Una bambina non vuole addormentarsi. La sua mamma le si avvicina e le dice:
Oh Lisa, mia piccola Lisa, questa sera il sonno non vuole arrivare ma ecco una storia per te d’ascoltare…
Sembra l’inizio di una fiaba. Ma la mamma in questione è la grande cantante e pianista jazz Nina Simone e non racconterà la storia di una principessa, né quella di un cavaliere o di un eroe. Racconterà la propria vita.
Quel piccolo bimbo era nero, quel piccolo bimbo ero io.
Tasti bianchi e tasti neri
È una storia vera, narrata con dolcezza e poesia, che parla ai bambini, ma riesce a emozionare anche i grandi. È la vera storia di Nina Simone che, prima di diventare una leggenda della musica, era solo una bambina con un talento straordinario e un sogno nel cassetto: suonare il pianoforte. Ma c’era un ostacolo: Nina aveva la pelle nera. Siamo negli anni Quaranta e nell’America di allora, se avevi la pelle nera, la vita era più difficile e spesso ingiusta. Il libro ce lo racconta con grande chiarezza, mettendo a confronto i tasti del pianoforte con la realtà di ogni giorno.
“C’erano 52 denti bianchi e belli e altri 36 neri più piccoli di quelli incastrati e allineati come piccoli soldati. Sono dei semitoni, sono dei diesis” disse il professore e io gli chiesi perché fossero così. “Perché… perché sì.”
Ma Nina non si accontenta di questa risposta. Vuole capire. Perché esistono differenze? Perché certe persone vengono trattate in modo diverso da altre?
…a solfeggio imparavo che due neri valgono quanto un bianco.
È una regola musicale, ma nel racconto assume un significato speciale.
Il coraggio di una scelta

Gli anni passano e Nina cresce. Studia Mozart, Beethoven, Chopin. Tutti le dicono che è un prodigio. A dodici anni arriva il giorno del suo primo grande concerto nella chiesa della comunità. La mamma prende posto proprio lì, in prima fila: ha gli occhi pieni di orgoglio, guarda la sua bambina sul palcoscenico ed è la persona più felice della Terra. Nina si siede sullo sgabello. Sistema le dita sui tasti. Tutto è pronto. Sta per iniziare a suonare, quando… All’improvviso, la porta della chiesa si spalanca. Entrano alcuni spettatori bianchi. Guardano la mamma di Nina con disprezzo e pretendono che lasci il suo posto e vada in fondo alla sala, dove nessuno possa vederla. Perché una donna nera non può stare in prima fila. La mamma mortificata si alza. Il suo sorriso scompare. Cammina verso il fondo della sala. Nina guarda la scena, impietrita. Non piange, non scappa. Semplicemente decide di fermarsi, di non iniziare il concerto finché alla madre non verrà restituito il posto che le spetta.
Sentivo che mi batteva forte il cuore, batteva per la mamma e per il suo amore. Spettava a lei il posto d’onore.
Questo doloroso episodio ci ricorda perché iniziative come EQUA siano sempre importanti e preziose: ci aiutano a riflettere sulle ingiustizie e sui pregiudizi, che non dovrebbero far parte della nostra società.
Nella musica non esistono colori
Nella musica non esistono colori
dice Nina. È una frase semplice che racchiude il cuore dell’intero libro e l’essenza stessa di EQUA. Proprio come le note hanno bisogno l’una dell’altra per creare una bella melodia, anche le persone, con le loro differenze, possono stare insieme quando imparano a rispettarsi.
Nel libro, questo grande desiderio di uguaglianza viene legato a un altro sogno: quello di Martin Luther King, che nel suo celebre discorso pronunciò le parole “I have a dream”, immaginando un mondo in cui tutti i bambini potessero stringersi la mano e camminare insieme.
Come un pianoforte
Dal punto di vista grafico, Nina è un albo di grande pregio, curato nei minimi dettagli. L’editore Curci Young ha scelto un formato con pagine ampie e spaziose, che rendono la lettura comoda e piacevole anche per bambine e bambini più piccoli. Il testo scritto da Alice Brière-Haquet, semplice e scorrevole, riesce a raccontare il valore della dignità con estrema delicatezza. Le immagini di Bruno Liance accompagnano perfettamente la storia. Per i suoi disegni, l’illustratore ha usato esclusivamente il bianco e il nero: sfogliando le pagine si ha quasi l’impressione di toccare la tastiera di un pianoforte, elemento centrale nella vita di Nina.
In Biblioteca
Attraverso la vicenda di una bambina, che trova la forza di opporsi a un’ingiustizia, Nina ti invita a riflettere sul valore del rispetto e dell’uguaglianza. Un albo molto toccante, che attende bambine e bambini tra gli scaffali della Biblioteca dei Ragazzi. Il sogno di un mondo più giusto, ci ricorda Nina, è un bene prezioso e fragile:
È tanto fragile… Ricordati che va curato.

