Vincitore del Premio “la Magna Capitana”, V edizione, per la categoria 12+
Anche i lettori più grandi del Premio di Letteratura per Ragazzi e Ragazze “la Magna Capitana” hanno fatto la loro scelta. Per la categoria 12+ sul trono dei vincitori è salito Rompi le scatole! di Pina Caporaso e Cristina Portolano, pubblicato da Settenove edizioni, 2025.
Penso che se i ragazzi lo hanno scelto, è perché a dodici o tredici anni si ha bisogno di capire chi si è veramente. A quell’età, del resto, si attraversa un momento di passaggio, bellissimo ma anche molto fragile, in cui si vuol decidere con la propria testa, senza che siano gli altri a farlo al posto tuo.
Liberi dalle etichette
Come funzionano stereotipi e pregiudizi?

Il libro gira tutto intorno a questa domanda. A prima vista sembra quasi un ‘manuale’, ma non di quelli che servono per montare un gioco o un mobile. Questo è un libretto di istruzioni speciale, che spiega come dire di no e difendere quello che sei. Il titolo, Rompi le scatole!, non significa fare i capricci o dare fastidio a qualcuno. Le scatole di cui si parla qui, sono un’altra cosa: sono quelle frasi che senti ripetere da sempre. Sono quelle etichette che la vita, la società, la scuola spesso ti appiccicano addosso: “i maschi fanno questo”, “le femmine sono così”, “tu devi comportarti in questo modo”, “chi piange è debole”. Il libro prende tutti questi stereotipi, tutte queste definizioni vecchie e noiose, le smonta una per una e ti invita a non accettare tutto senza pensarci, ma a farti domande.
A volte lo fa raccontando storie vere, che ti fanno davvero fermare a riflettere: come quando si racconta di Joy Buolamwini, una scienziata geniale che, durante il suo lavoro vive davvero
un’esperienza tanto assurda quanto rivelatrice: il computer non riconosceva una donna nera.

L’intelligenza artificiale della telecamera, in pratica, non la vedeva perché chi aveva programmato il software si era dimenticato che esistono le persone con la pelle scura. Questo esempio fa capire che, se davanti a un’ingiustizia stai zitto e subisci, alla fine scompari, proprio come la Buolamwini davanti a quella telecamera. Invece bisogna parlare e dire quello che si pensa, perché
I diritti si conquistano solo facendo sentire la propria voce.
Certo, bisogna farlo, usando le parole come ponti, per avvicinarsi agli altri e farsi capire, non per ferire o per alzare muri che isolano.
Questo testo ti aiuta a non farti fermare da chi vuole decidere come devi essere, e ti ricorda che non devi mai annullarti solo per andare bene agli altri.
Non cerco di sembrare giovane, cerco di sembrare me stessa.
Dunque, l’unica cosa che conta è essere veri.
Quando disturbare fa bene
Oggi crescere non è semplice e non è un caso, dunque, se al Premio “la Magna Capitana” ha trionfato questo libro. Intorno ai ragazzi c’è una pressione continua: bisogna sempre dimostrare qualcosa, essere perfetti, sicuri, veloci. Rompi le scatole!, invece, invita ad alzare la mano, a fare domande anche scomode e a rompere il silenzio. La tua voce, infatti, può diventare un esempio e aiutare anche chi è più timido a trovare il coraggio di parlare.
Un manifesto tra le mani
Editorialmente il libro è curatissimo. Settenove ha scelto la formula del fumetto, pieno di immagini accattivanti e scritte grandi che ti colpiscono subito. Il testo di Pina Caporaso è essenziale e preciso, mentre i disegni di Cristina Portolano hanno uno stile fortemente visivo, che richiama la grafica di certi manifesti di protesta, che vediamo appesi sui muri delle strade.
In Biblioteca
Rompi le scatole! ti aspetta sugli scaffali della Biblioteca dei Ragazzi, già pronto per il prestito. Vieni a prenderlo, per capire che la cosa più importante di tutte è rimanere veri… e che forse è davvero l’ora di cominciare a “rompere le scatole!”
