Il ragazzaccio

Vincitore del Premio “la Magna Capitana”, V edizione, per la categoria 9-11 anni

Ogni anno il Premio di Letteratura per Ragazzi e Ragazze “la Magna Capitana” consegna ai bambini dei libri da leggere, sfogliare, commentare. E quando questi giovani lettori esprimono una preferenza così netta, vuol dire che il libro ha lasciato qualcosa. Per la fascia 9-11 anni, re indiscusso è Il ragazzaccio di Angeliki Darlasi, illustrato da Iris Samartzi, tradotto da Tiziana Cavasino e pubblicato da Camelozampa, 2024. Si ispira a una storia vera, che parla da vicino a tanti bambini e fa battere il cuore. Racconta la rabbia e la solitudine che si possono provare, ma anche la bellezza di trovare qualcuno o qualcosa che ti dia la forza di cambiare vita.

Un bambino senza nome

Vi racconterò la storia di un bambino qualunque, come tutti i bambini; la storia di un bambino speciale, come ogni bambino.

Il ragazzaccio vincitore del Premio

E infatti il protagonista del racconto potrebbe essere chiunque. Perché chiunque, se si trovasse a vivere solo e al freddo, potrebbe diventare come lui. Nel nostro libro, dunque, si parla di un bambino povero, talmente povero da non avere nemmeno un nome. O meglio: il suo nome nessuno lo usa più.

Tutti lo conoscevano come il “Ragazzaccio”

perché ruba. E ruba perché ha fame, ruba perché ha freddo. Nei momenti più bui, alza gli occhi al cielo e si chiede:

Come sarebbe mai potuto diventare… Qualcuno? E come avrebbe mai potuto essere felice?

Il ragazzaccio, vincitore del Premio

E allora, guarda le stelle, che nel libro sono la cosa più dolce. Il nostro protagonista le guarda sempre. Cerca risposte.

…usciva fuori di casa, sollevava lo sguardo al cielo e, continuando a porsi quelle domande, osservava le stelle…

Ma le stelle stanno zitte e lui si arrabbia. Così entra in una banda spericolata, le “Tigri della strada”. Inizia una vita di guai: piccoli furti, sguardi severi e il pianto silenzioso di una mamma che, vedendolo tornare con una giacca nuova comprata con soldi sporchi, affranta dice:

“Anche tu, quindi, sei diventato un ragazzaccio”.

A quel punto, smette di guardare le stelle. Perché le stelle non rispondono mai.

La forza della musica

E proprio quando tutto sembra andare storto, il Ragazzaccio incontra José Antonio.

Questo personaggio si ispira a un uomo vero, José Antonio Abreu, un musicista che in Venezuela ha salvato migliaia di bambini dalla strada, regalando loro uno strumento musicale e creando una grandissima orchestra.

Quest’uomo nel racconto si avvicina, gli toglie la pistola dalle mani, affidandogli un violino. Poi gli dice:

“Perché un ragazzino che possiede un violino per nessuna ragione al mondo può essere un Ragazzaccio”.

Il ragazzaccio vincitore del Premio

Chissà se questo magico incontro basterà a cambiare il suo destino o se continuerà a restare un Ragazzaccio…

Il confronto con Ero cattivo

Mentre leggevo questo libro, mi è venuto naturale pensare a Ero cattivo di Antonio Ferrara (disponibile presso la nostra Biblioteca dei Ragazzi). Anche lì c’è un ragazzo arrabbiato, convinto di essere sbagliato. A differenza de Il ragazzaccio, più adatto ai bambini, Ero cattivo è un romanzo per lettori un po’ più grandi. Ma tutti e due i testi dicono che i ragazzi non cambiano con le punizioni, cambiano quando qualcuno comincia a guardarli davvero. Nel libro di Ferrara c’era Padre Costantino. Qui invece arriva la musica. Arriva un uomo che, porgendo un violino al nostro Ragazzaccio, gli fa capire che forse la sua vita può essere diversa.

Un libro fatto bene

Dal punto di vista editoriale, questo libro è un piccolo capolavoro. Il testo profondo dell’autrice greca Angeliki Darlasi si sposa alla perfezione con le illustrazioni di Iris Samartzi: a volte sono dure e scure, a volte più luminose, proprio come succede nella vita. Un plauso va anche alla traduzione di Tiziana Cavasino: le parole scorrono in modo semplice, senza diventare mai difficili o pesanti.

Una vittoria che regala speranza

Vincere il Premio “la Magna Capitana” vuol dire, per questo libro, aver saputo parlare al cuore dei ragazzi in modo sincero, regalando una grandissima speranza. Questa storia li ha fatti pensare, discutere, emozionare, dimostrando che anche da situazioni difficili si può ripartire e tornare a fidarsi del mondo.

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”, scrive Dante Alighieri alla fine dell’Inferno, quando finalmente si torna alla luce dopo tanta oscurità. Anche il Ragazzaccio, grazie alla musica e all’incontro con chi sceglie di credere in lui, proverà piano piano a uscire dal buio e a guardare di nuovo le sue stelle con speranza.

In Biblioteca

Il ragazzaccio è disponibile al prestito presso la Biblioteca dei Ragazzi. Vieni a prenderlo: scoprirai una storia piena di musica e coraggio, capace di ricordarti quanto sei speciale.

Condividi l'articolo:
Appassionata di arte e cultura classica. Amo la lettura, i viaggi, i cappelli... E se c'è una partita a burraco, ci sono anch'io!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *