Buck 2026: Pinocchio e le storie senza confine

Ci sono storie che non diventano mai vecchie. Passano gli anni, cambiano le persone e cambiano i tempi, ma quelle storie restano lì e continuano a trovare nuovi lettori.

Pinocchio è una di queste.

È una storia che conosciamo bene: un burattino di legno che nasce dalle mani di Geppetto e che vorrebbe diventare un bambino vero. Pinocchio è curioso, impulsivo, spesso disubbidiente. Si lascia convincere facilmente e molte volte sceglie la strada più semplice, anche quando sa che non è quella giusta.

Da quando Collodi ha raccontato per la prima volta le avventure del suo burattino, sono passati quasi centocinquanta anni. Eppure Pinocchio continua a essere letto, raccontato e conosciuto da bambini e adulti. Forse perché è una storia che ha ancora qualcosa da dirci ed è capace di parlare a tutti. Una storia che ha attraversato generazioni e Paesi, continuando a incontrare lettori diversi.

Ed è proprio da questo lungo viaggio che voglio partire per parlare del Buck Festival 2026.

Torna il Buck Festival
Buck 2026: Pinocchio

Anche quest’anno la nostra Biblioteca si prepara a vivere il Buck Festival, la grande festa della letteratura per bambini e ragazzi. È un appuntamento che ci piace particolarmente perché per alcuni giorni la Biblioteca diventa ancora di più un luogo di incontro: autori, illustratori, educatori, bibliotecari e lettori di ogni età si ritrovano per celebrare la meraviglia dei libri. Giorni pieni di storie, colori, laboratori e tanta fantasia sono pronti a coinvolgere la nostra città.

Illustratore ospite di questa XVI edizione sarà Sergio Olivotti che, con le sue matite, i suoi colori e il suo modo di guardare le storie, ci ricorderà che un libro non parla soltanto con le parole. Quando una storia attraversa i confini, non si trasforma solo la lingua: possono cambiare le illustrazioni, i colori, il ritmo del racconto e persino il modo in cui immaginiamo i suoi personaggi. 

Il tema del Buck 2026: la traduzione

Ogni anno il Festival sceglie un tema, attraverso il quale guardare ai libri per bambini e ragazzi da un punto di vista particolare.

Il tema del Buck 2026 è la traduzione nei libri per l’infanzia e per ragazzi e ragazze.

È un tema che riguarda da vicino tutti noi lettori. Infatti, molti dei libri che troviamo sugli scaffali della Biblioteca sono arrivati da lontano. Sono nati in un’altra lingua, in un altro Paese e, qualche volta, in una realtà molto diversa dalla nostra. Eppure, quando li apriamo, riescono a parlarci. E sarà proprio la storia di Pinocchio a raccontarci come avviene tutto questo.

Pinocchio parte dall’Italia e arriva nel mondo
Buck 2026: Pinocchio

Nel 2026 ricorre il bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini, in arte Collodi, e Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino ci offre un’occasione speciale per parlare di libri, di infanzia e, soprattutto, di traduzione. Collodi iniziò a pubblicare la storia di Pinocchio nel 1881, a puntate, sul Giornale per i bambini. Nel 1883 le avventure furono raccolte e pubblicate in volume.

Da allora Pinocchio ha iniziato un lungo viaggio oltre i confini dell’Italia. È stato tradotto, raccontato, illustrato e reinventato in tantissimi modi, entrando nelle case e nell’immaginazione di bambini e bambine di Paesi e culture diverse.

Oggi Le avventure di Pinocchio è considerato uno dei libri italiani più tradotti al mondo: secondo i dati più recenti della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, nel 2026 le traduzioni hanno raggiunto 200 lingue e dialetti. Così, un bambino italiano può leggere la storia di Pinocchio nella sua lingua, mentre un bambino dall’altra parte del pianeta può incontrare lo stesso personaggio attraverso una nuova traduzione. E Pinocchio rimane Pinocchio, con la sua curiosità, i suoi errori, sempre pronto a vivere nuove avventure.

Quando una storia cambia lingua

Tradurre un libro significa permettere a una storia di andare lontano. Significa fare in modo che parole nate in una lingua possano essere comprese anche da chi quella lingua non la conosce. Ma tradurre non è soltanto sostituire una parola con un’altra. Una storia contiene anche suoni, modi di dire, emozioni, gioie, paure, silenzi e il modo particolare in cui un autore racconta il proprio mondo. Chi traduce deve cercare una nuova strada per far arrivare tutto questo a chi parla un’altra lingua, scegliendo parole che restituiscano il più possibile il significato, il ritmo e l’atmosfera del testo originale. Non sempre esiste una parola perfettamente uguale a un’altra. Non sempre un modo di dire può essere trasferito così com’è. A volte bisogna scegliere, interpretare, trovare una soluzione che funzioni nella nuova lingua, senza perdere ciò che rende quella storia speciale.

È un lavoro delicato, fatto di attenzione e creatività, che spesso non si vede, ma che troviamo dentro moltissimi libri che leggiamo ogni giorno. Basta pensare a testi come Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, Matilde di Roald Dahl, Il Gruffalò di Julia Donaldson: storie nate in Paesi e lingue diverse, ma diventate familiari anche per i lettori italiani.

Un Festival per incontrare storie diverse

Tra gli ospiti di questa edizione ci saranno autori italiani e internazionali. Gli appuntamenti del Festival saranno l’occasione per incontrarli, ascoltare le loro storie e scoprire quanto il mondo della letteratura per bambini e ragazzi sia grande e vario.

In biblioteca

Alla Biblioteca dei Ragazzi troverai Le avventure di Pinocchio e tanti altri libri per bambini e ragazzi disponibili per il prestito. Vieni a cercarli tra gli scaffali: accanto alle storie nate in Italia, potrai incontrare libri arrivati da altri Paesi, che aspettano di essere scoperti da nuovi piccoli lettori.

E chi, meglio di Pinocchio, può accompagnarti alla scoperta di queste storie senza confine?

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Appassionata di arte e cultura classica. Amo la lettura, i viaggi, i cappelli... E se c'è una partita a burraco, ci sono anch'io!

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